Il Jobs Act del lavoro autonomo è legge: cosa cambia?

10 Ott Il Jobs Act del lavoro autonomo è legge: cosa cambia?

di Paola Scalzotto, socia TradInFo

Lo scorso 2 ottobre si è tenuto al Cedaiier a Forlimpopoli il convegno «Il Jobs Act del lavoro autonomo – Cosa cambia in concreto per i professionisti?» nel quale sono state presentate una serie di novità per noi professionisti. Il focus era principalmente sulla legge 81/2017, il cosiddetto “statuto del lavoratore autonomo”, approvato ancora in aprile, ma entrato in vigore solo a metà giugno, con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento, in realtà, conferma e amplia molte decisioni già prese con le leggi di stabilità e di bilancio precedentemente approvate.

Per quanto riguarda i professionisti iscritti alla gestione separata INPS, parliamo di abbassamento dell’aliquota (per l’esercizio fiscale 2017 è del 25%), nonché di ampliamento delle tutele previdenziali quali malattia, maternità (per cui non vige più l’obbligo dell’astensione dal lavoro nel periodo di erogazione dell’indennità), congedi parentali fino a 6 mesi e riconoscimento della malattia grave con sospensione del versamento dei contributi INPS fino a due anni.

Per quanto riguarda, invece, le questioni commerciali, ci sono tutta una serie di tutele, a partire dalle clausole vessatorie e dalle condotte abusive che possono essere invalidate singolarmente (senza quindi invalidare l’intero contratto), i ritardi nei pagamenti (a cui possono essere applicati gli interessi di mora fin dal primo giorno di ritardo, con un semplice decreto ingiuntivo), il contratto praticamente obbligatorio (ora il committente non può più rifiutarsi di firmare un contratto, se il professionista lo richiede).

Infine nuove norme per la determinazione del reddito del professionista (di cui sono certa si parlerà anche durante il corso di fiscalità per traduttori e interpreti del 21/10/17): le spese di formazione del professionista saranno deducibili per il 100% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 10.000 €, incluse le spese di vitto, alloggio e viaggio inerenti. Le spese per orientamento e certificazione, invece, saranno deducibili al 100% fino ad un massimo di 5000 €, purché tali corsi siano erogati da enti certificati. Altra grande modifica fiscale, sono le spese anticipate dal professionista per erogare il servizio, purché vengano poi addebitate al cliente in maniera analitica: in pratica non hanno più rilevanza ai fini della determinazione del reddito, in quanto risultano una partita di giro e non costituiscono più fonte di reddito per il professionista. Infine, le spese di assicurazione contro il mancato pagamento sono deducibili al 100%. Tutto questo sarà applicabile fin dalla dichiarazione dei redditi del 2017!

Altra grande novità, non solo della legge 81, ma anche della legge di bilancio di quest’anno, è l’apertura dei bandi regionali per l’erogazione di fondi europei per i professionisti. In pratica formazione tramite Fondo Sociale Europeo e incentivi alle attività imprenditoriali risultano finalmente accessibili anche ai singoli professionisti. Ci sono ancora dei limiti che si stanno discutendo con i funzionari regionali incaricati di tali bandi, ma almeno, finalmente, possiamo attingere anche a questa forma di finanziamento. Senza contare che anche le forme di microcredito erogate tramite i Confidi sono finalmente aperte anche a noi professionisti.

Ci sono molte altre questioni irrisolte che saranno oggetto di trattative al tavolo delle professioni che dovrebbe essere istituito al Ministero del Lavoro e a cui le organizzazioni dei professionisti dovrebbero essere invitate e partecipare in forma attiva. Tra le varie questioni ancora non ben definite, ci sono alcuni aspetti tecnici che riguardano le erogazioni previdenziali, i modelli di welfare, fino ad una vera e propria riorganizzazione della gestione separata, la formazione professionale, ma anche l’IRAP, la regolamentazione del mercato con l’ampliamento del disegno di legge sull’equo compenso presentato dall’On. Sacconi e già in discussione alla commissione lavoro del senato, l’esenzione dallo split payment per i professionisti.

I materiali dell’evento e le date dei nuovi incontri sono disponibili al seguente link: http://www.cnaemiliaromagna.it/NewsVedi.php?id=11296

 

3 Commenti
  • Laura Gervasi
    Postato alle 17:31h, 10 ottobre Rispondi

    Grazie mille Paola per questo interessante resoconto. Piccoli, ma grandi, passi verso una maggiore dignità della nostra professione in Italia…

  • Ana María Pérez Fernández
    Postato alle 18:06h, 10 ottobre Rispondi

    Importante per me il fatto di poter scaricare il 100% di spese di formazione (corsi, master…) e le spese di vito e alloggio, ora che per legge dobbiamo tenerci aggiornati come membri TradInFo o altre associazioni.
    Brava Paola!

  • Cinzia Sani
    Postato alle 13:40h, 16 ottobre Rispondi

    Grazie infinite Paola! Un bel resoconto, chiaro ed esauriente. Speriamo che i miglioramenti nella nostra professione continuino.

Scrivi un commento