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Who's who: il traduttore

Ardua impresa quella di tracciare il profilo di un traduttore.

Noi abbiamo scelto di farlo così:

  • - Un traduttore E’ un professionista della comunicazione. Con le sue competenze riesce a trasmettere un messaggio da una lingua all’altra.
  • - Un traduttore DEVE padroneggiare non soltanto le proprie lingue di lavoro, ma anche i concetti e la terminologia specifica del settore in cui opera.
  • - Un traduttore DEVE saper giungere a compromessi. In altre parole si deve destreggiare tra accuratezza e rigore da una parte e creatività e adattamento dall’altra.
  • - Un traduttore DEVE ammettere i propri limiti. Imporre/accettare una scadenza impossibile o mole di lavoro insostenibile non è sinonimo di professionalità, semmai il suo contrario.
  • - Un traduttore NON è un interprete. Per quanto banale possa sembrare, la differenza è sostanziale: il traduttore lavora con la lingua scritta, l’interprete con la lingua orale.
  • - Un traduttore NON è una macchina che sostituisce parole di una lingua con quelle di un’altra. Il processo traduttivo richiede tempo e concentrazione.
  • - Un traduttore NON è un dizionario vivente. Ha bisogno di documentarsi, fare ricerche, confrontarsi con i colleghi o con il committente.
  • - Un traduttore NON traduce paginette, brevi testi, fogli A4… il suo lavoro si misura in parole, righe o cartelle.
  • - Un traduttore NON lavora di notte, nel week-end, durante le feste… se lo fa ha diritto a chiedere lo straordinario, come qualsiasi altro lavoratore.
  • - Un traduttore E’ un traduttore. Non è un super-uomo e non fa miracoli.

 

Parliamo di: traduttore

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