Conoscere il fansubbing, il sondaggio

18 Gen Conoscere il fansubbing, il sondaggio

Questo mese sul blog di TradInFo esploriamo un mondo di cui molti avranno sentito parlare, ma in pochi conoscono bene: il fansubbing.

Con fansubbing si intende la traduzione e la sincronizzazione non ufficiali dei dialoghi di un prodotto audiovisivo, tipicamente serie TV, non ancora commercializzato in un determinato Paese. È una pratica svolta su base volontaria e nel tempo libero da traduttori amatoriali – i fan del prodotto in questione, da cui il termine -, che ha avuto grande diffusione nello scorso decennio, sebbene sia considerata non del tutto legale. Oggi, in seguito alla popolarità acquisita dalle piattaforme di streaming e alla chiusura di molti siti e community di fansubbing, il fenomeno si è ridotto, ma non è scomparso.

Nota bene: il presente articolo non costituisce un avallo alla pratica del fansubbing né alla fruizione di prodotti televisivi attraverso canali non ufficiali. Quanto ai fansubber, non vogliamo entrare nel merito schierandoci dalla parte di chi li considera degli eroi o da quella di chi li vede come dei fuorilegge: ci interessa piuttosto conoscerli meglio. Inoltre, in qualità di associazione di interpreti e traduttori professionisti, noi di TradInFo sosteniamo da sempre che la professione di traduttore debba essere esercitata da professionisti debitamente formati. Tuttavia, trattandosi di un tema interessante per la nostra categoria, proponiamo questo approfondimento basato su un sondaggio per il quale ringraziamo l’autore Filippo Castelli.

Il sondaggio

Filippo Castelli, fansubber ed ex studente di lingue e letterature straniere all’Università di Bologna, ha realizzato un sondaggio con dieci domande distribuito nel corso del 2020 via social ed e-mail, al quale hanno risposto 91 fansubber, o ex tali, italiani. L’obiettivo è conoscere meglio i fansubber e la loro attività e capire se questa possa diventare o meno un ponte per la professione di traduttori.

Profilo e primi passi del fansubber

La prima parte del sondaggio mira a delineare il profilo tipo del fansubber e a capire quali siano i primi passi verso l’attività di fansubbing.

Com’era prevedibile, la stragrande maggioranza dei fansubber rispondenti ha un’età compresa fra i 21 e 30 anni. Meno pronosticabile è il background formativo di questi ragazzi: metà di loro ha seguito o sta seguendo un percorso incentrato sulle lingue straniere (50,5%) mentre l’altra metà ha studiato o sta studiando altre discipline (49,5%). L’attinenza con gli studi, dunque, non è l’unica via di approdo al fansubbing. Ciò spiegherebbe il motivo per cui, lo vedremo più avanti, per una buona parte di fansubber questa attività rimane un hobby che non si trasforma in lavoro.

È stato poi chiesto ai fansubber cosa li abbia spinti a intraprendere questa attività. Qui le risposte più gettonate sono state, nell’ordine: “Mi piaceva l’idea”, “Per migliorare le mie capacità linguistiche”, “Per fare esperienze nel settore”. A fronte di una parte di fansubber che inizia con l’idea di arricchire il proprio bagaglio di esperienze, per un probabile futuro professionale, ce ne sono molti altri che vedono in questa attività un’occasione di miglioramento di sé stessi non necessariamente legata al lavoro.

Il quesito successivo “Prima di iniziare sei stato sottoposto ad una prova di valutazione delle tue competenze?” ha registrato un 73,6% di risposte affermative, contro il 26,4% di risposte negative. La maggior parte degli intervistati ha valutato positivamente questa verifica, annoverando fra le ragioni la necessità di standard minimi di qualità, il rispetto per i revisori, il rispetto per il pubblico fruitore del servizio. Tutto sembrerebbe confermare, insomma, che i fansubber prendono ciò che fanno con serietà.

La domanda successiva riguarda l’impegno in termini di tempo dedicato al fansubbing. Un terzo degli intervistati ha indicato un impegno medio da 1 a 3 ore settimanali e un altro buon 30% da 3 a 6 ore. Sono meno coloro che si impegnano in media per 6-9 ore a settimana (18,7%), 9-12 (8,8%) e più di 12 ore (8,8%).

Fra illegalità, mancanza di tempo e assenza di una remunerazione

È stato poi raccolto il punto di vista dei fansubber sul fatto che la loro sia considerata un’attività illegale. Proponiamo la risposta più rappresentativa per ognuno dei due punti di vista:

“Per quanto faccia tesoro di questa esperienza, è illegale e va a violare i diritti di autore e copyright dei prodotti audiovisivi e a danneggiare il mercato della traduzione professionale. Ci sono ricerche che attribuiscono il calo delle tariffe e le tempistiche più strette di consegna al fansubbing, poiché quest’ultimo fa concorrenza al settore professionale”.

“Non è giusto, è una passione priva di scopo di lucro, che non offende nessuno, perché è ampiamente specificato che è svolta in maniera amatoriale. Molto spesso permette di scoprire serie che altrimenti non si potrebbero seguire perché non disponibili in Italia”.

Una domanda specifica è stata posta ai fansubber che hanno abbandonato l’attività, chiedendo loro il motivo di tale scelta. La mancanza di tempo è stata indicata come “colpevole” principale. È stato quindi chiesto: “Saresti disposto a ricominciare nel caso in cui avessi più tempo libero e fossi remunerato?”.

Nel primo caso, il “Sì” vince con un netto 72%, risultato che denota che l’abbandono di questa attività non è frutto di una perdita di interesse, bensì di “cause di forza maggiore”. Nel secondo caso, il “Sì” vince in maniera ancora più marcata registrando un 82%. Come biasimarli?

Da hobby a professione?

Arriviamo all’ultima sezione del sondaggio, incentrata sull’eventuale evoluzione da semplice hobby a professione.

È stato chiesto agli intervistati se abbiano mai pensato di fare un lavoro che si avvicini per caratteristiche al fansubbing. Si registra un 78% di risposte affermative a fronte di un 22% di risposte negative. Rianalizzando le risposte alle prime domande del sondaggio, dunque, potremmo evincere che, sebbene di frequente la prospettiva lavorativa non sia ciò che spinge i fansubber ad iniziare a muoversi in questo mondo, una volta dentro “ci si prende gusto” e si prende in considerazione volentieri la possibilità di trasformare questa attività in un lavoro vero e proprio.

Seguendo lo stesso filo conduttore, la domanda successiva è stata così formulata: “Hai mai partecipato a corsi, seminari o webinar inerenti al sottotitolaggio come professione?”. In questo caso le risposte sembrano contraddire quella precedente: il 75%, infatti, risponde in maniera negativa.  È ragionevole pensare che più che un’intenzione concreta e uno sforzo proattivo di trasformare questo hobby in professione, ci sia da parte di molti dei fansubber che hanno risposto in modo affermativo al quesito precedente il cosiddetto “sogno nel cassetto”.

Ipotesi che viene in parte confermata dalla risposta all’ultima domanda: “Sei effettivamente riuscito a fare della tua passione un lavoro?”. Solo 19 intervistati su 91 dicono di essere riusciti a trasformare questo sogno in realtà. Il dato non è altissimo, ma nemmeno trascurabile. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, “uscire dalla zona d’ombra” è difficile, ma non impossibile – certo, sempre e solo dopo aver conseguito le qualifiche necessarie attraverso una formazione adeguata, che come TradInFo non possiamo che caldeggiare.

La tua opinione

La nostra incursione nel mondo del fansubbing termina qui. Lo ripetiamo: con questo articolo non abbiamo voluto esprimere giudizi di valore, ma solo cercare di comprendere meglio una realtà esistente. Ci auguriamo che sia stato utile ai lettori e a voi lettori lasciamo adesso la parola e la possibilità di darci il vostro punto di vista. Conoscevate il fenomeno del fansubbing? Cosa ne pensate?

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A cura di Laura Gervasi

3 Comments
  • Chiara Vecchi
    Posted at 22:14h, 18 Gennaio Rispondi

    Grazie per questo articolo! Non conoscevo il fansubbing, quindi ho imparato qualcosa di nuovo. Credo che, al di là di qualsiasi giudizio di valore, si debba apprezzare la volontà dei fansubber di utilizzare le proprie conoscenze linguistiche come ponte.per le altre persone.

  • Patrizia Ghezzi
    Posted at 10:08h, 19 Gennaio Rispondi

    Questo articolo è molto interessante. Non conoscevo nemmeno l’esistenza del fansubbing. D’altra parte, non è troppo diverso da quello che facevamo noi “ragazzi degli anni ’80” quando trascrivevamo i testi delle canzoni che ascoltavamo dai dischi in vinil 🙂

  • Laura Gervasi
    Posted at 16:44h, 20 Gennaio Rispondi

    Grazie per il tuo commento Chiara, siamo contenti di averti fatto conoscere qualcosa di nuovo!

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