26 Gen L’IA sotto la lente: cosa cambia con l’AI Act europeo e la Legge italiana 132/2025
A cura di Cinzia Sani
Cosa cambia con l’AI Act europeo. La recente approvazione del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) e della Legge italiana 132/2025 rappresenta un passo fondamentale per la regolamentazione dell’IA. Queste normative riguardano da vicino tutti i professionisti, anche noi traduttori e interpreti. Ma quali sono le novità principali e come ci riguardano?
Il Regolamento UE (AI Act)
L’AI Act, entrato in vigore il 12 luglio 2024 e applicabile dal 2 agosto 2026, è il primo regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (IA). Tra i suoi obiettivi principali, figura la promozione di un’IA antropocentrica e affidabile. Il regolamento stabilisce regole armonizzate per l’immissione sul mercato, la messa in servizio e l’uso dei sistemi IA, introducendo una classificazione in base al rischio che questi sistemi pongono per individui e società:
- Sistemi IA con rischio inaccettabile: pratiche ritenute dannose o abusive, contrarie ai valori fondamentali dell’Unione e perciò vietate dall’UE;
- Sistemi IA ad alto rischio (HRAI): sistemi che possono minacciare salute, sicurezza o diritti fondamentali, soggetti a requisiti e obblighi rigorosi;
- Sistemi IA a rischio limitato: secondo il regolamento sono da considerarsi tali tutti i sistemi non rientranti nelle categorie precedenti, per cui sono richiesti obblighi minimi o volontari, spesso accompagnati da codici di condotta;
- Modelli IA per finalità generali (GPAI): soggetti ad obblighi specifici se presentano rischio sistemico.
Il regolamento definisce chiaramente gli obblighi per i principali operatori:
- Fornitori: devono garantire la conformità al regolamento, gestire i rischi, curare la governance dei dati, la documentazione tecnica, la trasparenza e il monitoraggio post-immissione sul mercato, e per i modelli GPAI, anche ulteriori obblighi di documentazione, trasparenza e valutazione del rischio sistemico,
- Deployer (utenti professionali): devono utilizzare i sistemi in modo conforme alle istruzioni del fornitore, assicurare l’alfabetizzazione in materia di IA, garantire la qualità dei dati di input e, in alcuni casi, provvedere all’informazione e alla trasparenza verso gli interessati.
Attenzione: il regolamento non si applica agli utenti che utilizzano sistemi IA per scopi puramente personali e non professionali.
La Legge italiana 132/2025
La Legge italiana 132/2025, entrata in vigore il 7 novembre 2025, integra il Regolamento UE nel quadro normativo italiano. La legge non introduce nuovi obblighi rispetto all’AI Act, ma aggiunge disposizioni specifiche per ambiti strategici:
- Uso dell’IA in sanità e disabilità;
- Uso dell’IA nel lavoro e nelle professioni intellettuali;
- Uso dell’IA nella Pubblica Amministrazione e nell’attività giudiziaria;
- Uso dell’IA per il rafforzamento della cybersecurity nazionale.
La legge stabilisce, all’articolo 13, che l’uso dell’IA deve essere esclusivamente strumentale e di supporto alla prestazione professionale. Inoltre, il professionista ha l’obbligo di comunicare al cliente le informazioni sui sistemi IA utilizzati, usando un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
La legge ribadisce principi fondamentali di informazione e riservatezza dei dati personali, richiedendo che l’uso dell’IA garantisca il trattamento lecito e corretto dei dati e la trasparenza verso l’utente.
All’articolo 26 vengono introdotte importanti tutele penali:
- Aggravante per i reati commessi con l’uso di sistemi IA;
- Nuovo reato relativo all’illecita diffusione di contenuti generati o alterati con IA (Deep Fake);
- Disposizioni specifiche per la tutela del diritto d’autore delle opere generate o modificate con l’IA.
Implicazioni per traduttori e interpreti
L’AI Act ci inquadra come deployer professionali, mentre la Legge italiana ci fornisce linee guida specifiche per l’uso dell’IA nell’esercizio della professione intellettuale, in cui come traduttori e interpreti rientriamo a pieno titolo. Ma cosa possiamo fare all’atto pratico? Ecco alcuni suggerimenti.
Se utilizziamo strumenti di traduzione automatica o sistemi di IA per la revisione testi, per esempio, assicuriamoci sempre di:
- Garantire la qualità e la sicurezza dei dati immessi nel sistema IA;
- Informare i clienti sull’uso di tali strumenti;
- Rispettare le norme sulla privacy e sul diritto d’autore.
Riguardo all’obbligo di informare i clienti sull’uso dell’IA si può prevedere un’azione in due tempi:
- invio ai clienti di un’informativa generale sulla possibilità di uso dell’IA ai sensi del regolamento UE 2024/1689 e della Legge 132/2025, indicando in quali termini e per quali scopi verrà o potrebbe essere utilizzata la IA;
- aggiunta di una dichiarazione d’uso dell’IA a margine dei nostri documenti in cui indichiamo l’utilizzo dell’IA come strumento a supporto della prestazione professionale, fermo restando la prevalenza della nostra opera. È bene indicare anche quali strumenti sono stati utilizzati e per quale operazione.
Conclusioni
In sintesi, il Regolamento europeo ci fornisce il quadro generale, mentre la Legge italiana ci fornisce un quadro più focalizzato su settori strategici, tra cui quello delle professioni intellettuali che ci riguarda da vicino. Seguendo le indicazioni di queste due normative, possiamo garantire ai nostri clienti un servizio sempre più valido e al passo coi tempi, nel rispetto della privacy e della riservatezza.
Il legislatore ha fatto il primo passo. Il prossimo, spetta a noi professionisti.
Chiara Vecchi
Pubblicato alle 12:37h, 27 GennaioGrazie per questo articolo e anche per la preziosa formazione di novembre Cinzia!
Cinzia Sani
Pubblicato alle 14:22h, 27 GennaioCiao, grazie Chiara!
Sono contenta che la formazione e l’articolo siano utili. A tale proposito colgo l’occasione per segnalare due novità:
1) a gennaio 2026 la maggior parte dei fornitori di sistemi IA ha modificato le proprie Privacy Policies
2) “La Commissione europea ha annunciato un rinvio di 16 mesi per l’applicazione delle norme dell’Ai Act relative ai sistemi ad alto rischio, spostando la data limite da agosto 2026 a dicembre 2027” (fonte: https://eurofocus.adnkronos.com/politics/ai-act-rinvio-2027-sistemi-alto-rischio-ue-spiegazione/)
A presto