L’intelligenza artificiale in Interpretazione, un aiuto in cabina

01 Lug L’intelligenza artificiale in Interpretazione, un aiuto in cabina

A cura di Michela Bertozzi e Francesco Cecchi

Continua la rassegna del Blog TradInFo di contenuti legati all’uso dell’intelligenza aritificiale. In questo articolo, che segue quello di Matteo Tirelli pubblicato qualche a marzo, ci focalizziamo sull’uso dell’IA nel settore dell’interpretazione. Questo articolo è stato curato da Michela Bertozzi e Francesco Cecchi. Michela e Francesco, interpreti e formatori in ambito universitario e non, portano avanti il progetto Cabina Doppia per la formazione continua degli interpreti. Buona lettura!

L’intelligenza artificiale (IA) ha assunto un ruolo sempre più preponderante nella vita di tutti i giorni, andando a influenzare e trasformare praticamente gran parte delle attività intellettuali umane. Sebbene rispetto alla traduzione l’impatto dell’IA sull’interpretazione sembrerebbe meno dirompente e meno visibile, negli ultimi anni sono tanti i cambiamenti e gli strumenti tecnologici basati su Intelligenza Artificiale che stanno sempre di più aiutando gli interpreti di conferenza e di dialogica in tutto il mondo.

Non una ma tante intelligenze artificiali

Mettiamo subito le mani avanti, negli ultimi tempi si tende a usare il termine “Intelligenza Artificiale” riferendosi quasi esclusivamente all’Intelligenza Artificiale Generativa basata su Large Language Models (LLM) come GPT-3.5 o GPT-4, PaLM o LLaMa e i vari chatbot su cui si basano (ChatGPT, Copilot, Gemini, Poe, ecc…) per la creazione di testi o su DALL-E, Midjourney o Stable Diffusion per la creazione di immagini più o meno verosimili. In realtà, la definizione di Intelligenza Artificiale data dal Parlamento Europeo è un po’ più ampia:

L’intelligenza artificiale (IA) è l’abilità di una macchina di mostrare capacità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività.

L’intelligenza artificiale permette ai sistemi di capire il proprio ambiente, mettersi in relazione con quello che percepisce e risolvere problemi, e agire verso un obiettivo specifico. Il computer riceve i dati (già preparati o raccolti tramite sensori, come una videocamera), li processa e risponde.

I sistemi di IA sono capaci di adattare il proprio comportamento analizzando gli effetti delle azioni precedenti e lavorando in autonomia.

In virtù di questa definizione, possiamo aggiungere diversi altri strumenti CAI (Computer-Assisted Interpreting, ovvero la controparte dell’interpretazione dei vari CAT-Tools) alla lista degli strumenti IA da usare in preparazione di un incarico, dentro la cabina e, se necessario, in fase di revisione del proprio lavoro.

LLM e dei Chatbot testuali (e non solo) in preparazione a un incarico

Nonostante l’interpretazione sia una pratica orale basata sul “qui e ora” (verba volant)  a differenza della traduzione, pratica scritta effettuata a più o meno distanza di tempo dalla stesura dell’originale e fruibile per un tempo virtualmente infinito (scripta manent), l’uso dell’intelligenza artificiale generativa basata su LLM e Chatbot (e soprattutto con il prompt giusto) può rivelarsi di grande aiuto nella preparazione terminologica/contestuale dell’interprete nelle seguenti modalità:

  • Ricerca terminologica e creazione di glossari

Caso studio numero 1: siamo stati ingaggiati per lavorare in simultanea tra l’italiano e l’inglese (la combinazione linguistica è irrilevante, ma ci serve solo d’esempio) e non abbiamo ricevuto molta documentazione per cui dovremo fare ricerche per conto nostro sull’argomento da trattare. In questo caso, possiamo fare varie cose:

  • Inserire un prompt su un chatbot tipo ChatGPT, Gemini o Copilot chiedendo di elaborare un glossario tra italiano e inglese riguardante il tema su cui dobbiamo prepararci. Più sarà dettagliato il prompt e migliori saranno i risultati. PRO TIP: Se sono reperibili, inserire testi paralleli nel prompt e chiedere al chatbot di estrarre la terminologia dai testi copiati e incollati nel prompt (o contenuti in determinati file, per esempio se usate NotebookLM di Google), fate solo attenzione al limite di caratteri che potete usare!
  • Chiedere al chatbot di elaborare un discorso di X minuti (che sarà un valore totalmente indicativo) che riguarda la tematica su cui dobbiamo prepararci nella lingua che ci interessa.. Il discorso così ottenuto può essere tranquillamente copiato e incollato sul DitLab Scroll per farci traduzione a vista.

Caso studio numero 2: è l’opposto del Caso 1, abbiamo ricevuto un sacco di documentazione ma non sappiamo come usarla o non abbiamo tempo di leggerla tutta. Inoltre, non sappiamo nulla dell’argomento dell’evento per cui dobbiamo prepararci. Anche qui l’IA può aiutarci in vari modi:

  • Copiare e incollare testi nei chatbot come ChatGPT, Copilot o Gemini chiedendo nel prompt di riassumerceli in X parole (i chatbot tendono a rispettare i limiti quantitativi imposti con fortune alterne).
  • Usare altri software con alcune funzionalità IA dedicate come Notion o NotebookLM (è una versione molto particolare di Gemini che può estrapolare informazioni da documenti direttamente caricati dall’utente, presto ci faremo un video sul nostro canale Youtube) per avere riassunti, rielaborazioni o estrapolazioni di informazioni utili dalla documentazione.

Come si suol dire, sky is the limit, e con l’uso di altre tipologie di IA generativa multimediale, gli usi per gli interpreti potrebbero essere molti.

Strumenti CAI che integrano funzionalità IA e Artificial Boothmate

Ultimo, e forse più importante, sono molti gli strumenti CAT e CAI ad avere integrato funzionalità di IA a partire sia da IA generative basate sui LLM e non.

Per quanto riguarda la nostra professione, non possiamo non parlare di Interpretbank e delle sue molteplici funzionalità che vanno ben oltre la sola creazione e gestione di glossari da utilizzare in cabina. Infatti, l’interprete che vuole avvalersi degli strumenti avanzati può usare Interpretbank per generare automaticamente glossari a partire da un prompt (come nei precedenti casi studio), da documenti preparatori e da pagine web, oltre a gestire corpora di testo e molto altro (ne parliamo in una serie di video nel nostro canale Youtube e sul nostro sito).

Una delle funzionalità più promettenti e potenzialmente dirompenti di Interpretbank è Interpretbank ASR (Advanced Speech Recognition) che si suddivide nelle modalità Artificial Boothmate e Digital PAD (o AI-PAD). Come dice il nome, la prima è un vero e proprio compagno di cabina virtuale da usare in simultanea che, una volta caricato il nostro glossario, riconosce automaticamente e ci suggerisce i termini su di esso insieme a cifre, date e percentuali (facendo esattamente il lavoro di prompting effettuato dall’interprete “non attivo”). La seconda è una sorta di blocco note digitale che utilizza la tecnologia ASR per trascrivere quanto detto e proponendo traduzioni automatiche delle parti che si vanno a evidenziare. Insomma, delle funzionalità molto promettenti!

Conclusione: IA nemica o amica?

Detto questo, ha suscitato un certo sgomento il video di Wired che mette a confronto le prestazioni di un interprete umano e l’IA usata da KUDO. Nonostante il video stesso tragga delle conclusioni abbastanza “ottimistiche” per il futuro degli interpreti, è ovvio che l’IA può rivelarsi una minaccia nel momento in cui si comincia a usare senza criterio o dal momento che viene fatto passare il messaggio dell’ “anyone can”. Se vogliamo trarre una conclusione, a nostro avviso l’interprete del futuro non dovrebbe rifuggire a priori questi strumenti tecnologici vedendoli come il male assoluto, anzi, il nostro consiglio è quello di avvicinarsi con curiosità e apertura mentale. Sarete poi voi a decidere quali strumenti faranno al caso vostro e come potrete integrarli per ottimizzare al meglio il vostro lavoro.

In questo articolo Michela e Francesco hanno voluto offrire una panoramica sugli utilizzi dell’IA nell’interpretazione. L’IA rappresenta un settore in evoluzione e con tante opportunità, ma potrebbe nascondare alcune “criticità” legate alla privacy nel trattamento dei dati. Anche per questo aspetto TradInFo ha in programma una pubblicazione specifica proprio per questo ambito.

E voi interpreti avete mai applicato l’IA nei vostri incarichi?

1 Commento
  • Chiara Vecchi
    Pubblicato alle 07:50h, 12 Luglio Rispondi

    Grazie a Michela e Francesco! La funzione di creazione di glossario potrebbe rivelarsi utile anche per noi traduttori, anche se, in caso di testi paralleli forniti dal cliente, per me resta controversa la questione della privacy.

Inserisci un commento