La Giornata del Traduttore 2019: nuove tecnologie, specializzazioni e strumenti

La Giornata del Traduttore 2019: nuove tecnologie, specializzazioni e strumenti

31 Ott La Giornata del Traduttore 2019: nuove tecnologie, specializzazioni e strumenti

a cura di Ana María Pérez Fernández

Come ogni anno, si è svolta a Pisa la Giornata del Traduttore: un incontro che ha visto l’intervento di numerosi esperti nel campo della traduzione. TradInFo è stata tra le associazioni a patrocinare l’evento, di seguito un resoconto degli interventi e alcuni spunti di riflessione. 

Rocío Márquez Garrido: “Il mercato della traduzione: specializzazione o diversificazione”

“Mercato e specializzazione”: sono queste le tematiche presentate da Rocío Márquez Garrido. L’interprete e traduttrice spagnola ha spiegato come nel mondo della traduzione – e in quello lavorativo in generale – la conoscenza del mercato sia di cruciale importanza, poiché sempre in movimento e in continua evoluzione. Per questo il professionista deve sviluppare la capacità di muoversi al suo interno. L’esperta ha aggiunto che la figura del cliente assume un ruolo da protagonista durante la formazione di un traduttore: quest’ultimo, infatti, è tenuto a mostrarsi sempre affidabile e disponibile, cercando di soddisfare qualsiasi esigenza del cliente stesso. In questo modo fra la clientela inizierà il fenomeno che tutti noi conosciamo come “passaparola” e il neo traduttore potrà farsi un nome.

Carlos La Orden Tovar: “La traduzione automatica ben intesa: capire se, quando e come lavorare con la MT senza crearci dei nemici”

Carlos La Orden Tovar ha parlato delle nuove tecnologie in machine translation (MT). Nonostante siano ormai decenni che l’uomo studia e sperimenta in questo campo, la disinformazione al riguardo è ancora tanta. Molti traduttori vedono queste nuove tecnologie come un nemico, come macchine che potrebbero potenzialmente prendere il nostro posto svolgendo traduzioni migliori di quelle svolte dalla mente umana. Tuttavia, non è questo lo scopo delle MT: non sono strumenti che mirano a sostituire il traduttore, bensì ad affiancarlo e rendere la sua attività più semplice e veloce. Potrà una macchina lavorare da sola in modo autonomo? La risposta è molto semplice: le macchine non sono perfette, hanno bisogno dell’intervento umano per essere costantemente allenate e migliorate. Fino qualche anno fa, la traduzione automatica si basava su un principio statistico (SMT), secondo il quale la macchina virtuale, dopo aver analizzato i singoli componenti di una frase, riusciva, grazie a un enorme database di infinite possibilità e combinazioni, a compiere una traduzione quasi sempre precisa e puntuale. Solo negli ultimi tempi le SMT sono state messe da parte lasciando spazio alla traduzione neurale (NMN). Quest’ultime abbandonano l’analisi delle singole parole, a favore di numerose analisi in successione di più componenti della frase in maniera simultanea; in questo modo la traduzione finale risulta più efficace, ma soprattutto più contestualizzata. Il relatore ha poi aggiunto che le applicazioni di queste tecnologie sono numerose: spaziano infatti dal business to business (B2B) al business to consumer (B2C).

Diego Cresceri: “Tradurre il futuro: come essere traduttori vincenti nel mondo di domani”

L’utilizzo delle MT non è però tutto rosa e fiori ma sorgono diversi problemi di tipo economico. Primo su tutti il problema delle tariffe: molti clienti infatti, sapendo che la traduzione da loro richiesta è stata svolta da una macchina virtuale, potrebbero chiedere uno sconto. Arrivati a questo punto, sta al traduttore stesso educare il cliente e, attraverso l’analisi di determinati fattori, fissare la tariffa più adeguata. Un altro dei problemi precedentemente introdotti, riguarda proprio il tipo di MT da utilizzare. Sul mercato ci sono numerose proposte di CAT Tool, ognuno con caratteristiche e, ovviamente, costi diversi. Un neo-traduttore, quando arriva il momento di avvalersi di queste tecnologie, potrebbe trovarsi in una situazione difficile non sapendo quale MT scegliere e perché. La scelta va ponderata tenendo conto delle esigenze del cliente e del tipo di lavoro richiesto ma soprattutto delle caratteristiche tecniche della macchina in questione e se essa è adeguata al metodo di lavoro del traduttore. Se si è alle prime armi è consigliabile infatti, utilizzare servizi di MT non a pagamento. L’esempio per eccellenza è Google Traduttore, per poi avvicinarsi gradualmente ai servizi a pagamento. A conclusione del suo discorso, Diego ha invitato l’udienza ad informarsi ed accettare senza timore l’avvento delle nuove tecnologie, aggiungendo che saranno quest’ultime ad aprire al traduttore un numero illimitato di nuove strade da percorrere.

Cervetti e Farabollini: “La traduzione audiovisiva: lavori fantastici e dove trovarli… per (ri)cominciare una carriera”

Valeria Cervetti e Arianna Farabollini hanno introdotto il discorso sulla traduzione audiovisiva. Le due esperte sono partite dalla descrizione delle diverse mansioni alle quali un professionista del campo può andare incontro:

  • Sottotitolista: traduce, adatta e sincronizza il testo col materiale visivo, per udenti e non udenti;
  • Traduttore audiovisivo: svolge traduzione per dialogisti, oltre che occuparsi di sottotitoli e sceneggiature.

Si è anche parlato delle tre diverse tecniche adottabili da un adattatore dialoghista:

  • Sincronismo ritmico labiale: il dialoghista sincronizza ogni singola battuta ai movimenti delle labbra, parola per parola. Tecnica principalmente utilizzata in film e cartoni animati;
  • Sincronismo ritmico non labiale: consiste nell’adattamento asincrono delle battute, rispettando lunghezza e pause del discorso. Tecnica principalmente utilizzata in talent show e reality;
  • Oversound: le battute nella lingua d’arrivo devono essere elaborate in modo tale da iniziare e finire qualche secondo prima e dopo quelle nella lingua originale che si sentono a volume molto basso.  Tecnica principalmente utilizzata nei documentari.

Dopo questa breve introduzione, l’intervento si è focalizzato sulla figura del professionista e quella del cliente. I clienti di un sottotitolista o traduttore audiovisivo che sia, sono diversi e numerosi, ma si tratta principalmente di studi di doppiaggio, reti televisive, agenzie di comunicazione e agenzie di traduzione. È proprio riguardo a questo aspetto che è tornata la famosa disinformazione già introdotta da Diego: spesso il cliente richiede un certo tipo di lavoro senza sapere poco o nulla a riguardo e, ancora una volta, sta al professionista educarlo riguardo tariffe, tempistiche e metodologie.

Come si può intuire – e come spiegato dalle due esperte – il rapporto con il cliente non è affatto tranquillo; ognuno di essi avrà determinate aspettative, richieste che devono essere rispettate e una soglia di tolleranza piuttosto bassa. Per questo motivo il traduttore non può lavorare da solo, ma deve circondarsi di collaboratori ed essere sempre aperto il dialogo: così facendo potrà svolgere una traduzione più completa e precisa.

Subito dopo, si è parlato degli aspiranti traduttori e di cosa debbano fare per entrare nel mondo del lavoro: sarebbe necessario un “kit del professionista” contenente curriculum vitae, lettera di presentazione e portfolio. Si deve porre attenzione particolare al primo di questi tre elementi: il curriculum vitae, infatti, non deve essere più lungo di due pagine di testo e deve essere scritto in maniera accattivante, evidenziando le proprie competenze, contatti e storia professionale. Particolare importanza ha quest’ultima e l’aver svolto, o meno, un tirocinio nel campo. Senza discostarsi dall’argomento, le due esperte hanno poi parlato del panorama italiano e di come la professione del traduttore non sia considerata al pari con i paesi esteri; per questo sarebbe consigliabile rivolgersi ad aziende non italiane se davvero si vuole davvero intraprendere queste percorso. Sempre in merito al panorama italiano, è stato trattato in maniera più specifica il discorso tariffe: esse sono tutte stabilite dal CCNL e variano a seconda del lavoro richiesto. Per quanto riguarda la traduzione di materiale audiovisivo non esistono tariffe normate ma il ricavo finale deriva dal numero di rulli tradotti, dove per “rullo” si intende 10 minuti di video. Discorso simile per sottotitoli e sincronizzazione, dove la tariffa dipende dalle tempistiche e dal minutaggio.

Eugeni, Gerbecks e Bernabè Caro: “La sottotitolazione in tempo reale – formazione e informazione”

Per concludere la giornata di sabato, Carlo Eugeni, Wim Gerbecks e Rocìo Bernabè Caro hanno descritto, in ambito di sottotitolazione in tempo reale, la VeloType: un nuovo – e per certi versi bizzarro – modello di tastiera, appositamente creato per tali occasioni. Grazie alla VeloType è infatti possibile digitare parole in modo molto più rapido e veloce, premendo contemporaneamente più tasti di questa rivoluzionaria tastiera. Fino qualche anno fa, la sottotitolazione in tempo reale era un settore per lo più indirizzato alle persone non udenti, in modo che anche questi potessero guardare programmi televisivi e partecipare a eventi dal vivo. Oggi però, il campo d’azione di questa pratica sta lentamente conquistando anche altri settori, come l’interpretazione di conferenze e la verbalizzazione di consigli amministrativi. Per ulteriori informazioni a riguardo si consiglia visitare il sito che parla di Live Text Access.

 

In conclusione, nel corso della giornata sono stati toccati argomenti molto diversi fra loro ma molto interessanti, di cui sentiremo sicuramente parlare in futuro. Ora tocca a voi cari/e colleghi/e: cosa ne pensate di questi interventi, idee e punti di riflessione? Commentate e diteci la vostra qui o sui profili social di TradInFo su Facebook e Twitter.

1 Comment
  • Annamaria
    Posted at 14:47h, 05 Novembre Rispondi

    Davvero interessante, grazie di aver condiviso questa esperienza!

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