La Giornata del Traduttore di Pisa: idee e riflessioni sul mondo della traduzione

26 Ott La Giornata del Traduttore di Pisa: idee e riflessioni sul mondo della traduzione

Riflessioni e spunti di discussione da La Giornata del Traduttore

di Francesco D’Arcangeli

 

Il 14 e il 15 ottobre 2016 si è tenuta a Pisa la quarta edizione de La Giornata del Traduttore.

TradInFo ha partecipato a questo appuntamento interessante, con molti spunti di riflessione che condividiamo con la speranza non solo di dare qualche informazione in più, ma anche di generare un confronto tra soci e lettori del nostro sito, nell’ottica di una crescita comune, sempre promossa da TradInFo stessa.

Un’idea ti cambierà è stato il titolo di questo incontro annuale, un concetto molto ampio – così come lo sono i suoi confini – un concetto che ciascun relatore ha sviluppato con modi e approcci diversi.
Noi di TradInFo abbiamo individuato 5 parole chiave riscontrate in modo trasversale in tutti gli interventi della giornata:

  • Obiettivi
  • Routine
  • Condividere
  • Tecnologia
  • Dipende
Obiettivo

Come se ne è parlato – Di obiettivi si è occupato Lorenzo Paoli nel primo della giornata, Routine di peak performance. Nella visione di Paoli gli obiettivi sono qualcosa di molto concreto e tangibile, da definire in modo chiaro: aumentare il fatturato del 20%, lavorare quasi esclusivamente con il tipo di cliente X e via discorrendo. Questo però non vuole dire che gli obiettivi debbano essere a breve raggio e così concerti: è necessario avere uno scopo ambizioso, ampio ma realistico che deve motivare e aspirare, uno scopo che non deve cambiare nonostante si debbano considerare tutte le possibilità per raggiungerlo.
Obiettivi sono anche al centro dell’intervento Uscire dal guscio: esperienze innovative nell’industria delle lingue di Andrea Spila e Marco Cevoli. Prendendo spunto da alcune storie di successo, piccole e grandi – Translators Without Borders, Worldways Social Marketing, Dragomanni – e dal modo in cui sono nate e si sono costruite Andrea ha spiegato che gli obiettivi possono e devono essere ambiziosi, dei veri e propri sogni o cattedrali e che nel costruirle tutti noi contribuiamo al benessere del mondo: dobbiamo crederci ed essere consapevoli e onesti con noi stessi.

Riflessioni aggiuntive – Quando TradInFo nacque, avevamo un sogno, quello di essere un luogo in cui confrontarci, scambiare risorse e crescere. E non abbiamo mollato, pur consci delle difficoltà. L’obiettivo è quindi davvero ciò che ci motiva e ci spinge a continuare, nonostante le incertezze e le difficoltà che possono mettersi sulla nostra strada. In fondo il senso della vita è dare senso alla vita stessa, ogni giorno un giorno per volta: perché se non lasciamo il mondo almeno un po’ meglio di come lo abbiamo trovato, o almeno ci proviamo, possiamo davvero dire di avere vissuto?

Routine

Come se ne è parlato – Le routine sono state il centro dell’intervento di Lorenzo Paoli. Quando pensiamo alle abitudini pensiamo a modi di fare consolidati, a cose che facciamo sempre allo stesso, eppure le routine sono molto più di questo, come ha spiegato Lorenzo. Il 95% dei nostri pensieri è un’abitudine, come dimostrano diverse ricerche. Le abitudini non sono solo comportamentali o pratiche, sono molto spesso anche mentali o emozionali.

Riflessioni aggiuntive – Si combatte a lungo con la tendenza a giustificare abitudini sbagliate con influenze esterne, bisogna fare un’analisi e guardare la realtà da un punto di vista diverso. Esistono però parti di noi molto radicate. È giusto stravolgerci per essere più produttivi o migliori? Quando la volontà di perseguire un obiettivo diventa testardaggine e incapacità di vedere la realtà?

Tecnologie

Come se ne è parlato – Le tecnologie sono stati il cuore degli interventi di Adrià Martin, Federico Gaspari, Silvia Bernardini, Andrea Spila con Marco Cevoli e Nicole Paterlini.
Martin e Gaspari si sono occupati di traduzione automatica, hanno riassunto lo stato dell’arte, l’uso ormai inevitabile data la grande quantità di testi prodotti ogni giorno, hanno prospettato sviluppi futuri e hanno provato a sfatare miti quali l’inaffidabilità, la poca praticità.
Silvia Bernardini si è occupata di corpora, ha illustrato le differenze e un possibile metodo di utilizzo per i traduttori professionisti, mentre Nicole Paterlini ha approfondito il software di traduzione Matecat. L’intervento di Marco Cevoli si è focalizzato sul modo in cui le tecnologie di fatto creano nuove opportunità, a patto di volere abbandonare il concetto tradizionale di traduttore. Un esempio di questo lavoro sono gli assistenti personali come Siri, la cui programmazione e sviluppo richiede spesso team di cui devono per forza fare parte anche persone con competenze linguistiche molto sviluppate. Le tecnologie quindi aiutano a costruire quei passi con cui realizzare gli obiettivi.

Riflessioni aggiuntive – Il traduttore è come un artigiano e come tale un professionista che deve tenersi aggiornato sulla tecnologia presente, anche quella che non usa. Perché se si ama la propria arte, il proprio mestiere, si vogliono avere sempre gli strumenti migliori e più adatti a noi, si vuole sapere quali strumenti usano i nostri concorrenti e colleghi. Ci può essere qualcuno fedele ai vecchi metodi di lavoro, qualcuno per cui le tecnologie facilitano troppo, ma siamo traduttori e conta fare un buon lavoro e un buon risultato.

Condivisione

Come se ne è parlato – La condivisione ha attraversato un po’ tutti gli interventi, compresi quelli più specialistici – memorie di traduzione e corpora sono tecnologie con cui si condivide la propria esperienza, molte delle storie di successo raccontate da Andrea Spila e Marco Cevoli sono storie di condivisione e così via -. In particolare però l’intervento di Chiara Rizzo di Doppioverso ha preso spunto dal mondo delle startup, dove persone con idee commercialmente sfruttabili scelgono di condividerle e metterle in gioco. E per realizzare queste idee spesso serve ulteriore condivisione, anche attraverso la rete, di risorse, tecniche e idee.

Riflessioni aggiuntive – TradInFo è nata dalla voglia di condividere e fa della condivisione uno dei suoi punti di forza. Per la natura stessa del nostro lavoro siamo spesso isolati, ma la condivisione ci aiuta a superare questo isolamento, a trovare e ritrovare la strada, ad aiutare altri nel farlo, ma anche a mostrare a chi non conosce il nostro lavoro quali siano le nostre vere difficoltà. Tutto ciò che impariamo e ogni strumento che usiamo è merito di qualcuno che lo ha condiviso, no?

Dipende

Come se ne è parlato – Dipende da noi, dal nostro impegno e dal nostro modo di impegnarsi. Anche questo concetto ha attraversato tutti gli interventi, ma due più di tutti lo hanno affrontato in modo particolare. Lorenzo Paoli ha usato dipende come risposta a molte delle domande, poste o immaginate. Non c’è una ricetta precisa, una tecnica garantita, un tempo fisso per cambiare un’abitudine, dipende. Da noi, ovviamente. Anche Maria Pia Montoro ci ha ricordato che dipende, anche se in modo meno diretto, suggerendo – con una presentazione accattivante e incisiva basata sui tag html – a tutti noi come diventare <div>e e <div>i ma insistendo sul fatto che comunque una sola ricetta precisa e valida per tutti non esiste… appunto, dipende!

Riflessioni aggiuntive – Per chi non fa il traduttore ma è un traduttore, dipende è una parola fondamentale, di solito usata in locuzioni come dipende dal contesto o dipende dalla scadenza. Detto questo bisogna sempre diffidare delle soluzioni buone per tutte: l’umanità è varia ed è proprio lì la sua bellezza. Dipende è una parola che costringe a pensare, che toglie facili sicurezze e che mostra la realtà per quello che è. E se ci dicessero che nella vita ci vogliono certezze e che bisogna scegliere da che parte stare rispondiamo: e se la certezza fosse proprio che non c’è alcuna certezza?

Le nostre riflessioni su La Giornata del Traduttore si concludono qui, come anticipato nella premessa ci auguriamo che possano generare un dibattito al quale potrete partecipare attraverso i nostri canali Facebook e Twitter, oppure scrivendo un commento qui sotto a questo articolo.

Francesco D’Arcangeli

 

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