Relatori futurAbili: Cecilia Vecchiotti di PayPal Italia

21 Ott Relatori futurAbili: Cecilia Vecchiotti di PayPal Italia

Cecilia Vecchiotti

Cecilia Vecchiotti

Cecilia Vecchiotti, linguista full-time di PayPal, sarà ospite al convegno organizzato da TradInFo nelle giornate del 24 e 25 ottobre 2014 e ci racconterà cosa significa lavorare con la Machine Translation (MT) all’interno di una grande azienda internazionale. Ecco il suo contributo.

Cecilia, ti occupi soprattutto della localizzazione dall’inglese all’italiano del sito aziendale. Quale impatto ha avuto la machine translation sul tuo modo di lavorare?
Lavorare con la MT ha significato conoscere e imparare a configurare e usare un nuovo tool che fa parte del mio mondo di traduttrice, quindi è stata accolta con interesse e curiosità. La MT è un traduttore automatico in divenire, creato su misura per PayPal e continuamente aggiornato da me come linguista in base alla nuova terminologia e all’analisi delle traduzioni da esso prodotte. La MT sgrava il traduttore dai compiti più meccanici, come la battitura e il controllo della terminologia, lasciando più tempo alle attività più umane, come la creatività e il miglioramento dello stile dei contenuti finali.

Puoi spiegarci cosa si intende per machine translation e se ci sono miti da sfatare?
La MT non potrà MAI sostituire l’uomo
, a meno che non si riesca a clonare il cervello e la coscienza umana. La traduzione generata dalla macchina viene usata come canovaccio di base ed elaborata dal post-editor per ottenere un testo finale di qualità elevata. Per me, qualità significa elevata consistency e stile eccellente. La macchina assicura elevati standard di consistency, in altre parole l’uso corretto della terminologia PayPal – raccolta in un glossario di circa 1000 entrate infuso nel traduttore automatico – e richiamo delle memorie di traduzione. L’uomo assicura un’elevata qualità stilistica che la macchina difficilmente potrà mai garantire.

Catherine Dove, ex quality lead di PayPal, dichiarò alla conferenza TAUS del 2011 che la “qualità della traduzione umana non era sufficiente per PayPal”. Questa affermazione avrà sicuramente suscitato scalpore, cosa ne pensi?
Non è un’affermazione sconcertante. Catherine voleva dire che l’uomo può commettere errori di terminologia e consistency, soprattutto quando i tempi di lavoro sono ristretti, come accade nella nostra azienda. La macchina, invece, è molto più precisa in questi termini e sopperisce, dunque, laddove il traduttore potrebbe fallire.

Utilizzare la MT comporta costi e tempi di gestione non indifferenti: credi che sia una tecnologia da cui solo le grandi aziende possono trarre vantaggio? Le PMI continueranno ad affidarsi a traduttori umani?
Credo di sì: la MT è utile alle grandi aziende che hanno necessità di automatizzare il più possibile i flussi di lavoro per numerose lingue diverse, come PayPal, con i suoi 24 siti web interamente localizzati.

Parlando di futurAbilità, che è il tema centrale del nostro convegno, quali scenari prevedi per il futuro del tuo settore?
Se si intende la localizzazione di siti web in un contesto di grandi aziende multinazionali, credo che la collaborazione uomo-macchina sarà sempre più presente. Il lavoro creativo dell’uomo, tuttavia, non potrà MAI essere rimpiazzato da quello di un cervello artificiale, ma andrà incontro a continue trasformazioni, legate allo sviluppo e applicazione della tecnologia. Consiglio, quindi, di essere sempre flessibili e aperti all’innovazione, sicuri del fatto che la scintilla del genio umano sarà molto difficile da riprodurre in laboratorio.

 

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