Relatori futurAbili: il personal branding di Valeria Aliperta

07 Ott Relatori futurAbili: il personal branding di Valeria Aliperta

Valeria Aliperta

Valeria Aliperta

Valeria Aliperta, guru di personal branding e relatrice dei più importanti eventi internazionali di settore, sarà ospite al convegno organizzato da TradInFo nelle giornate del 24 e 25 ottobre 2014, durante il quale racconterà la sua esperienza come imprenditrice all’estero. 

Valeria, cosa ti ha portato a investire sulla “presenza online” e sul “personal branding”?
Investire. Hai usato proprio la parola giusta. Si tratta di un investimento che rende sempre: l’unica cosa che già anni fa all’inizio della mia carriera mi aveva colpito era la scarsa visibilità del nostro lavoro, lo scarso riconoscimento e spesso la mancata nozione del ruolo dell’interprete e traduttore nell’immaginario del consumatore. E questo è dovuto proprio a causa di un’assenza effettiva e pratica: quella online e relativa al marchio. Tutto ciò che ci circonda ha un marchio e spesso neanche lo sappiamo. Creare un’idea nella mente del consumatore è quello che cerco di ottenere con l’uso del marchio e con una forte presenza online. Per farsi trovare, farsi scegliere e ri-scegliere. Per saperne di più, vi invito a seguirmi sul blog di rainylondonbranding.com ogni martedì.

Chi ti conosce sa che sei un animale sociale: quanto è cambiata la tua vita grazie al networking?
La professione del traduttore (e forse in certa misura anche dell’interprete) è spesso sinonimo di  relativa solitudine, soprattutto al giorno d’oggi, in un mondo iper-collegato. Pur non essendo una fan dei tanto decantati co-working, l’assenza di colleghi e di un ufficio nel senso stretto del termine mi ha spinto a cercare la socializzazione in ambiti lavorativo. E, credetemi, con grande esito positivo per il business. Ovvio, sono una people’s person e ciò aiuta, ma è innumerevole la quantità di occasioni professionali che mi si sono presentate tramite il passaparola. Raccomandazioni e contatti. Tutto qui!

Pensando a quanta strada hai fatto finora, cosa rifaresti e cosa invece eviteresti?
Un consiglio che darei a tutti è provare, provare, lanciarsi e provare. Spesso il famoso va’ dove ti porta il cuore è la chiave del successo. E se non va, riprovare! Rifarei gli stessi studi ma forse opterei per una terza lingua esotica. E farei un business plan sin dal minuto zero. Know what you want è un mantra ottimo ma occorre anche la parte in cui si dice: have plan to achieve it.

Se parlassimo di FuturAbilità, che consiglio daresti a un collega che vuole scoprire nuove vie di porsi sul mercato?
Futurabilità per me è capire cosa vuole il cliente prima che se ne renda conto lui stesso. Fare ricerca, stare al passo con i trend e offrire nuovi servizi che spesso i clienti non conoscono, ma che possono fare al caso loro. Essere un problem-solver (che non è altro che il classico barbiere di Siviglia) linguistico per la propria clientela è senza dubbio la skill più consigliata.

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