TradInFo, dagli inizi al futuro: intervista a quattro socie

TradInFo, dagli inizi al futuro: intervista a quattro socie

19 Ott TradInFo, dagli inizi al futuro: intervista a quattro socie

TradInFo vi propone un articolo che racconta l’impegno della nostra associazione nella tutela di interpreti e traduttori e l’evoluzione che ha avuto dal momento della sua fondazione.

TradInFo, dagli inizi al futuro

TradInFo nasce nel 2004, per iniziativa di un gruppo di traduttori e interpreti laureati in quella che allora era la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, oggi Dipartimento di Interpretazione e Traduzione. Da quel momento l’associazione è cresciuta molto e, nel tempo, ha visto crescere il numero dei soci grazie a una serie di azioni concrete per la tutela delle professioni.

In questo articolo diamo voce a quattro socie e capiamo insieme a loro come TradInFo sia cambiata nel tempo e quale sia oggi il ruolo di un’associazione professionale.

L’intervista

Le quattro professioniste intervistate sono diventate socie TradInFo in tempi diversi: questo per leggere punti di vista diversi, che dipingessero per noi quello che è stato il passato dell’associazione, il suo presente, senza dimenticare qualche spunto di riflessione su possibili sviluppi futuri.

Sara Meservey, interprete, è in TradInFo dal 2010 e Gloria Remelli, traduttrice, socia TradInFo dal 2012; Marija Belicheva è una interprete, mentre Chiara Vecchi è una traduttrice: entrambe si sono iscritte all’associazione nel 2019.

Da quanto tempo sei socia TradInFo e cosa ti ha spinto a entrare in questa Associazione?

Sara Meservey: «Sono entrata a far parte della famiglia TradInFo nel 2010. Mi ero appena laureata e durante il corso di studi erano venuti dei rappresentanti di varie associazioni di categoria a presentarsi, compresa TradInFo. Mi è subito piaciuto lo stile, senza contare poi che all’epoca era impossibile iscriversi alle altre associazioni di categoria appena usciti dall’università perché tutte richiedevano un’esperienza di base. Un po’ come i datori di lavoro che cercano giovani neolaureati con esperienza».

Gloria Remelli «Sono socia TradInFo dal 2012 e mi sono iscritta grazie al passaparola: una cara amica dell’università e collega si era iscritta qualche tempo prima e da un po’ mi consigliava di fare lo stesso. Ormai da tempo stavo lavorando come traduttrice e talvolta come interprete di trattativa, nella maggior parte dei casi per clienti diretti e spesso mi sentivo sola e spaesata davanti a certe richieste poco ortodosse dei clienti. Quello che mi mancava era un confronto su come trattare con i clienti per far emergere la mia professionalità».

Marija Belicheva «Sono entrata in TradInFo a gennaio 2019, quindi sono una nuova socia in confronto a tanti altri prima di me, ma devo dire che mi sento già molto integrata nel lavoro e le attività dell’associazione. Perché l’ho fatto? Soprattutto perché ho iniziato da poco l’avventura di freelance e avevo bisogno di trovare un luogo frequentato da professionisti che condividono i miei stessi problemi, i miei stessi interessi e con cui potermi confrontare su aspetti legali, promozionali e amministrativi legati alla professione».

Chiara Vecchi: «Sono socia dall’estate del 2019. Sono entrata in TradInFo perché una cara amica e collega mi aveva dato un’opinione positiva dell’associazione. Inoltre nel 2011 avevo partecipato da esterna a un corso organizzato da TradInFo e mi erano piaciuti il clima informale e la voglia di confronto».

Secondo la tua opinione, quali sono i principali vantaggi che un’associazione professionale come TradInFo offre ai suoi soci?

SM: «L’appartenenza a un’associazione di categoria è fondamentale, soprattutto per professioni come la nostra che spesso si svolgono senza mai incontrare il cliente; l’associazione diventa un luogo in cui confrontarsi e creare una rete professionale. Grazie a TradInFo ho costruito una solida rete di contatti professionali, persone di cui so di potermi fidare al 100%, a cui posso affidare lavori che in quel momento per vari motivi non riesco a svolgere. Inoltre, essere parte di un’associazione aiuta a non sentirsi soli contro il mondo. In TradInFo ho trovato una “famiglia” professionale che mi ha accolta a braccia aperte».

GR: «Valorizzare le proprie capacità con la giusta professionalità è uno degli aspetti nei quali i colleghi in TradInFo mi hanno aiutato molto e non solo dal punto di vista formale, cioè dimostrando ai clienti di far parte di un’associazione, ma soprattutto dal punto di vista sostanziale perché ho imparato a valutare diverse situazioni lavorative, così da ridurre gli imprevisti e andare incontro al cliente anche quando lui stesso non sa cosa vuole. Rispetto ai primi anni di attività, poi, lavoro di più con le agenzie e l’associazione mi ha permesso di percepire meglio il mio valore ed essere più sicura di me stessa».

MB: «La ragione stessa per cui è nata: la RETE. Un’associazione può fare molto di più, e a diversi livelli, di quanto possa fare un singolo individuo. Unire le forze per raggiungere obiettivi più grandi: è questa la ratio che credo spinga dei professionisti a collaborare. Attraverso il confronto con gli altri si impara costantemente: si condividono informazioni, notizie, consigli; si migliora a livello professionale e umano».

CV: «Innanzitutto la possibilità di confrontarsi, via email e – ahimè ora più di rado – di persona, con colleghe e colleghi che hanno fatto una scelta simile: aderire a un’associazione professionale perché sono convinti della serietà della propria professione e della necessità di aggiornarsi e fare rete. Aggiungerei poi la possibilità di rapportarsi con il mondo del lavoro da un punto di vista più consapevole grazie a persone più esperte e alla condivisione di informazioni. Infine, la possibilità di avere accesso a corsi di formazione mirati incontrando tante persone che altrimenti non avremmo mai avuto la possibilità di conoscere».

Domanda per le socie di lungo corso:
Come si è evoluta TradInFo nel tempo per rispondere alle nuove esigenze dei propri soci?

SM: «Negli ultimi dieci anni TradInFo è cresciuta tantissimo ed è diventata più matura. Fra i cambiamenti più significativi ci sono l’adeguamento alla Legge 4 del 2013 per poter essere riconosciuti dal Ministero come associazione professionale e la partecipazione alla redazione della norma UNI 11591:2015 relativa alle figure professionali operanti nel campo della traduzione e dell’interpretazione. Ma l’evoluzione più importante c’è stata sul fronte della formazione professionale continua. TradInFo si è rimboccata le maniche e ha stretto convenzioni con moltissimi altri enti che si occupano di formazione specifica per traduttori e interpreti, oltre a organizzare eventi formativi gratuiti riservati ai soci. L’associazione ha anche investito moltissimo sulla propria immagine, soprattutto sui social, aumentando la propria visibilità e quella dei soci».

GR: «Rispondere a questa domanda è difficile perché per molto tempo ho solo “preso” dall’associazione senza chiedermi troppo chi curasse il lavoro associativo, i contenuti delle assemblee e dei corsi. Solo di recente ho esplorato cosa vuol dire pensare alle esigenze dei soci, per quanto diversificati siano i loro profili. Mi immagino TradInFo come una casa comune dove si cerca di fornire gli strumenti che possono essere più utili a chi ci sta vivendo in quel momento. Per fortuna è una casa molto vivace, quindi è sempre vivo il desiderio di cambiamento, di novità, di scoprire nuove tecniche o frontiere per il nostro lavoro. Adesso penso che la formazione continua e il contatto umano siano due vertici attorno ai quali gira la vita associativa».

Domanda per le nuove socie:
Cosa ti aspetti da TradInFo per il futuro?

MB: «Rimanere sempre aggiornati sulle novità nel settore. Altro? Forse per il futuro potrebbe essere utile affrontare anche le questioni amministrative legate al tema dell’equipollenza dei titoli di studio. Ho scoperto da poco di non essere l’unica ad avere questo problema, ma di condividerlo con altre colleghe».

CV: «Anche se si tratta di qualcosa di complesso e ambizioso, mi piacerebbe che si organizzasse un programma di mentoring per i soci meno esperti, come fa da tempo l’ATA – American Translators Association -, perché credo che potrebbe portare benefici sia a chi ha anni di esperienza sia a chi si affaccia alla professione».

La tua opinione

Ringraziamo Sara, Gloria, Marija e Chiara per la loro disponibilità e giriamo anche a te le stesse domande, in particolare l’ultima: cosa ti aspetti da TradInFo per il futuro?

Siamo molto curiosi di conoscere la tua opinione, di sapere come vedi il futuro dell’associazione: lascia un commento sulla pagina Facebook di TradInFo e, se ritieni che questo articolo sia stato utile o possa essere oggetto di un dibattito, ricorda di condividerlo sui social network.

a cura di Chiara Benzi

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