Tradurre lo humour nero della serie TV Mercoledì

29 Apr Tradurre lo humour nero della serie TV Mercoledì

Articolo scritto dalla socia Chiara Belluzzi. Chiara Belluzzi è traduttrice audiovisiva dal 2019. Si occupa di sottotitoli standard e per sordi per piattaforme streaming e la Cineteca di Bologna. Ha lavorato a diversi contenuti di alto profilo tra cui Mercoledì, Sex Education, Stranger Things e Love is Blind.

Era il luglio del 2022 quando fui contattata per lavorare ai sottotitoli italiani di una serie TV che sarebbe uscita nell’autunno dello stesso anno. Accettai a scatola chiusa, come sempre, e mai mi sarei immaginata che sarebbe diventato uno dei progetti più ambiziosi e complicati a cui ho lavorato finora. Si trattava della serie TV Netflix Mercoledì e, per quanto sia un teen drama, chi l’ha vista sa che ruota attorno alle battute taglienti e i giochi di parole caustici della protagonista – molto in stile Daria (serie di MTV del 1997). E sono stati proprio questi a rappresentare la principale difficoltà dal punto di vista traduttivo – difficoltà acuita dalle specificità del sottotitolaggio. Semplificando molto, per ogni sottotitolo si hanno a disposizione due righe da 42 caratteri (spazi e punteggiatura inclusi) per una leggibilità di massimo 17 caratteri al secondo, il tutto sincronizzato con l’input audio e i cambi scena. Quindi la sfida della serie non era solo tradurre battute e giochi di parole, ma anche farlo entro un numero limitatissimo di caratteri, perché la protagonista parla molto velocemente.

Provvidenzialmente, però, quell’estate un collega mi parlò di un articolo, “Translating jokes and puns” di Peter Alan Low, che da allora è il mio punto di riferimento quando si tratta di tradurre battute e giochi di parole. Il metodo descritto da Low consiste, essenzialmente, nel formare una figura geometrica con gli elementi della battuta originale e quelli della propria traduzione. Un esempio semplice preso dall’articolo è questo.

Un esempio, preso invece dall’episodio 1 di Mercoledì, è il seguente.

Now my train leaves in an hour. We’re burning moonlight.

Ho il treno tra un’ora. Non facciamo i perdinotte.

Qui il gioco di parole consiste nel fatto che “to burn daylight” significa “perdere tempo”, ma il dialogo avviene quando è già buio, quindi la protagonista cambia “daylight” in “moonlight”. Così come lei si è presa la licenza di inventare un nuovo modo di dire, io ho semplicemente inventato una nuova parola per la mia soluzione.

Altre traduzioni nelle quali il ragionamento è facilmente riconoscibile sono queste.

Episodio 2:

– Wanna take a stab at being social?

– I do like stabbing. The social part not so much.

– Non uccideresti per un po’ di compagnia?

Ucciderei volentieri. Ma non in compagnia.

 

Molto più complicato, è stato invece tradurre questo scambio dell’episodio 4.

– Wednesday, I come in peace.

– That’s a shame. I brought my pocket mace.

The medieval kind.

– Mercoledì, alzo bandiera bianca.

– Peccato. Il bianco non è nel mio stile.

Tranne le armi bianche.

All’inizio mi ero concentrata solamente sul gioco di parole che ruota attorno al doppio significato di “mace” (“spray al peperoncino” – “mazza chiodata”), ma non sono riuscita a farlo funzionare in italiano. Quindi, pensando che molte battute consistono in un set-up che crea il contesto in cui si può poi “colpire” con la punchline (la battuta in sé), ho fatto un passo indietro e ho incluso nel ragionamento anche ciò che dice l’altro personaggio. Così facendo, sono arrivata allo scambio di battute: “- Vengo in pace. – Preferisco la guerra.” Questo però non funzionava perfettamente perché la battuta iniziale era scandita in tre momenti, mentre questo scambio ne aveva solo due.

Ho iniziato perciò a pensare al carattere della protagonista e ho trovato la soluzione nei colori della scena – ci troviamo a un ballo scolastico il cui dress-code prevede che tutti si vestano di bianco, mentre Mercoledì rimane fedele al suo stile e indossa un abito nero. Ovviamente la traduzione non è stata diretta, ho dovuto stravolgere (ma non troppo) la battuta creandone una equivalente e che avesse più o meno lo stesso effetto.

Ostico da tradurre è stato anche questo commento di Mercoledì nell’episodio 6.

Careful, that’s my cold shoulder.

Sei sulla spalla offesa dalle tue pugnalate.

In questa scena, Mercoledì è offesa e si rivolge a Mano che le si è appena appoggiata sulla spalla per provare a farsi perdonare dopo averle fatto un torto.

La traduzione, in questo caso, è troppo verbosa per i miei gusti, ma dopo diversi ragionamenti non sono riuscita a trovarne una migliore che mantenesse il riferimento alla spalla fisica, a cui non si poteva chiaramente rinunciare dato l’input visivo, e, al contempo, veicolasse l’idea della freddezza di Mercoledì per via dell’offesa subita.

Una menzione speciale va inoltre a questo commento di Mercoledì nell’episodio 2.

I’ve always hated the expression “write what you know.” It’s a hall pass for the imagination-impaired. Ho sempre odiato il detto: “Scrivi di ciò che sai”. È un lasciapassare per gli ipocreativi.

La versione originale della traduzione di “imagination-impaired” era “diversamente creativo”, a cui ero arrivata pensando alle barzellette del tipo: “Non sei basso. Sei diversamente alto”. Poi l’occhio attento della mia revisora mi ha fatto notare che avrebbe potuto risultare offensiva, perché si rifaceva a “diversamente abile”, a cui io, ingenuamente, non avevo minimamente pensato.

La collaborazione con la mia revisora è stata proficua anche in molte altre occasioni, infatti, ad esempio, siamo arrivate insieme all’adattamento della seguente battuta dell’episodio 7.

– You two seemed as thick as thieves.

– Ultimately, thieves turn on each other.

– Eravate come sorelle.

– Non a caso esistono i fratricidi.

Per questo scambio che si riferisce a Mercoledì e alla sua ex migliore amica, l’unica soluzione che si avvicinava al significato originale era il modo di dire “amici amici, poi ti rubano la bici”. Purtroppo, però, si addiceva veramente poco al personaggio – Mercoledì Addams non è una da fare questo tipo di commento.

Ho cercato quindi una soluzione esplorando vari sinonimi e modi di dire connessi all’amicizia, partendo da “essere legati”; peccato che, esattamente 30 secondi dopo nella stessa scena, un altro personaggio fa una battuta incentrata sul verbo legare proprio con questa accezione.

Un altro modo di dire legato all’amicizia che ho preso in considerazione è stato “essere come sorelle” con l’idea di usare, nella punchline, un famoso fratricidio. Ero però a un’impasse, perché non riuscivo a trovare esempi famosi di donne che uccidono la propria sorella. Per fortuna, la mia revisora mi è venuta in soccorso con una generalizzazione che rende perfettamente l’idea della battuta originale.

Ultimo, ma non per importanza, abbiamo il famigerato indovinello che conclude l’episodio 2. In questa scena, Mercoledì si ritrova a dover risolvere vari indovinelli e le prime lettere delle risposte vanno a formare la soluzione finale, la quale è un’azione che la protagonista deve eseguire per avere accesso a una biblioteca segreta.

The opposite of the moon (Sun)

A world between ours (Nether)

Two months before June (April)

A self-seeding flower (Pansy)

One more than one (Two)

Its leaves weep to the ground (Willow)

It melts in the sun (Ice)

Its beginning and end never found (Circle)

Every rule has one (Exception)

SNAP TWICE

L’opposto della luna (Sole)

Un mondo sopra di noi (Cielo)

Ci vive bene ogni bestia (Habitat)

Sapindacee europee (Ippocastani)

Due mesi prima di dicembre (Ottobre)

Il suo verso è in una mia rima (Corvo)

Senza inizio o fine (Cerchio)

Il ghiaccio al sole (Acqua)

Uno più di uno (Due)

SCHIOCCA2

Per forza di cose ho dovuto procedere a ritroso dalla soluzione finale dell’indovinello. “SCHIOCCA2” non era ideale, a mio avviso, ma non avevo molto margine di manovra, quindi sono partita da lì. Fortunatamente, sono riuscita a riciclare alcuni degli indovinelli originali, come quelli con soluzione “Sole” e “Cerchio”; altri, li ho solo modificati leggermente, come quelli con soluzione “Cielo” e “Ottobre”; altri ancora, ho dovuto proprio sostituirli. Per farlo ho deciso di rimanere nello stesso campo di quelli originali – ad esempio, non potendo tradurre “Its leaves weep to the ground (Willow)”, ho semplicemente cambiato pianta e sono rimasta nel campo della flora. Inoltre, mi sono assicurata che le risposte ai nuovi indovinelli fossero parole esistenti ai tempi in cui la biblioteca segreta è stata costruita (c’è una data di riferimento ben precisa nella serie).

Infine, ho anche inserito un piccolo Easter Egg. La scuola frequentata da Mercoledì si chiama Nevermore, riferimento alla poesia “Il corvo” (“The Raven”) di Edgar Allan Poe, personaggio chiave della serie. Dato che il nome della scuola non è stato tradotto in italiano, il riferimento alla poesia per un pubblico che l’ha letta solo in traduzione viene perso. Quindi, pensando che nella scena la protagonista si trova di fronte a una statua dell’autore, ho deciso di inventare l’indovinello “Il suo verso è in una mia rima (Corvo)” giocando anche sul doppio significato di “verso” – “Nevermore” nella poesia di Poe è sia parte di uno dei suoi versi che il verso del corvo di cui parla.

Questi sono solo alcuni degli ostacoli che ho dovuto affrontare per tradurre la serie, ma essendo una grande appassionata di giochi di parole, per me è stato veramente divertente poterci lavorare, soprattutto visto che ho avuto l’aiuto di un’ottima revisora e scadenze decisamente clementi – alla fine nessuna battuta è impossibile da tradurre se c’è il tempo, cosa che spesso, nel nostro campo, invece manca.

2 Commenti
  • Chiara Vecchi
    Pubblicato alle 22:51h, 29 Aprile Rispondi

    Questo post è un racconto avvincente fatto di ostacoli e trabocchetti sotto forma di parole e caratteri, complimenti Chiara! Inoltre non sapevo ci potessero essere degli Easter Egg anche nei sottotitoli: li conoscevo solo nei videogiochi. Grazie per un post così interessante!

  • Laura Gervasi
    Pubblicato alle 17:53h, 30 Aprile Rispondi

    Non ho visto la serie, ma mi hai fatto venire voglia Chiara!! Grazie per l’articolo!
    Laura

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