Traduzione, 3 lezioni imparate dopo l’università

Traduzione, 3 lezioni imparate dopo l'università

27 Set Traduzione, 3 lezioni imparate dopo l’università

Ci sono aspetti del mestiere di traduttore che avete imparato solo dopo la laurea? Quali cose avreste voluto che vi insegnassero durante il percorso di studi? Sono sempre più le facoltà di traduzione e interpretariato in Italia. Dopo le primissime SSLMIT a Forlì e Trieste, dalle quali è nata la nostra associazione TradInFo, nel corso dei decenni sono sorte numerose altre facoltà che offrono un’ottima formazione di base per futuri interpreti e traduttori.

Benché l’università sia in grado di inculcare competenze solide, sia teoriche che pratiche, nel campo della traduzione, ci sono diversi aspetti che, per forza di cose, sono difficili da trattare tra i banchi di studio. Stiamo parlando di quegli aspetti più pratici legati alla professione del traduttore che, molto spesso, non trovano spazio nella formazione universitaria, ma non sono meno importanti nella vita di chi vorrà fare del mestiere della traduzione la carriera della propria vita. In questo articolo vediamo 3 lezioni che, con molta probabilità, noi traduttori abbiamo imparato soltanto dopo la laurea.

1. Redigere un preventivo di traduzione

Redigere i preventivi di traduzione può rappresentare una vera e propria sfida. I testi che ci capita di tradurre sono i più svariati e non possiamo trattarli tutti allo stesso modo. Un manuale tecnico ad alto tasso di ripetizioni non può avere la stessa tariffa di un testo pubblicitario dal linguaggio creativo. I testi possono arrivarci su supporti diversi dal solito file di Word: PDF, siti Web, sottotitoli – tutte particolarità tecniche che talvolta richiedono una fase di pre-elaborazione del documento per renderlo lavorabile nel nostro strumento CAT. Infine, spesso i servizi che offriamo vanno oltre la semplice traduzione, per esempio revisione, post-editing, asseverazione o altri ancora. Trovare un prezzo che sia adeguato alla qualità del nostro lavoro e giusto nei confronti del cliente e del mercato può non essere semplice.

Per ovviare a questo ostacolo, un passo importante da compiere a inizio carriera è quello di svolgere un tirocinio in agenzia di traduzione. Le agenzie fanno ogni giorno preventivi di traduzione e permettono quindi di imparare a gestire gli aspetti più ostici di questa fase del lavoro. In alternativa, se abbiamo passato l’età dei tirocini, per fortuna ci sono le associazioni di colleghi a cui chiedere consigli. Nella mailing list di TradInFo accade spesso!

2. Come trovare nuovi clienti 

Senza un portafoglio di clienti sarà difficile trasformare la passione per la traduzione e le competenze apprese durante gli studi in una professione redditizia che ci permetta di sostentarci. Alzi la mano chi, dopo la laurea, non si è sentito spaesato di fronte al vasto mercato della traduzione, un oceano tumultuoso in cui può sembrare difficile navigare e orientarsi. Anche a carriera inoltrata è legittimo continuare a porsi domande del tipo: come trovare nuovi clienti? Come applicare tariffe rispettose del lavoro che svolgo e del mercato in cui lavoro? Dovrei essere presente sui social network, aprire un sito web, fare marketing in altro modo?

Le risposte a queste domande si trovano in vari modi. Esistono diverse pubblicazioni, più o meno aggiornate, sul marketing per traduttori. In alternativa, vengono organizzati molti corsi di formazione sul tema, come ad esempio il corso “Come conquistare i clienti giusti” tenuto da TradInFo l’anno scorso. Infine, confrontarsi con colleghe e colleghi può dirci molto su come muoversi in questo campo.

3. L’importanza di fare rete

Già dai punti trattati sopra è emerso quanto sia importante l’interazione con i colleghi per scambiarsi informazioni, esperienze e consigli. Ma ci sono altri benefici non trascurabili derivanti dal fare rete. Il primo è quello di superare l’isolamento che vive il freelance, che in genere lavora dal proprio ufficio domestico. Avete provato a chiedere ai colleghi della vostra città di ritrovarsi per lavorare insieme, o anche solo bere un tè e fare due chiacchiere?

In secondo luogo, avere una rete di colleghi fidati è una valida risorsa se abbiamo bisogno di aiuto nel nostro lavoro: forse dobbiamo far revisionare un nostro testo, o evadere una richiesta per una combinazione linguistica che non trattiamo. E viceversa: anche i colleghi possono avere bisogno di noi. Intrattenere relazioni attive con chi fa il nostro mestiere è davvero una ricchezza, sia emotiva che professionale. Tra i modi migliori per conoscere colleghi vi sono i convegni di settore, i corsi di formazione, ma soprattutto le associazioni di categoria, come la nostra TradInFo.

La vostra esperienza

Anche voi avete dovuto apprendere lezioni sulla professione su cui l’università non vi ha formato? Qual è stata la vostra esperienza in merito? Non mancate di farcelo sapere commentando sulla pagina Facebook di TradInFo.

 

a cura di Luigi Borriello 

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