Translators without Borders: traduttori con una missione

17 Feb Translators without Borders: traduttori con una missione

a cura di Filippo Catelli e Ana María Pérez Fernández

Cosa succederebbe se dopo aver comprato un medicinale, il foglietto delle avvertenze non fosse nella nostra lingua? Cosa succederebbe se ci trovassimo in una situazione di emergenza a dover praticare un massaggio cardiaco, ma non esistessero pagine internet che spiegano come farlo in italiano? Dovremmo affrontare tutto questo da soli, senza la possibilità di consultare informazioni veicolate da professionisti. Situazioni del genere ci sembrano impossibili e a tratti paradossali, ma ci sono Paesi, la cui lingua non è sufficientemente riconosciuta, che convivono con queste problematiche. Per fortuna, esistono gruppi di persone che si impegnano a risolvere questo genere di situazioni difficili. Uno di questi è Translators without Borders.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Marta Maggioni, membro di questo ente di volontariato, che ha risposto a qualche domanda riguardo al mondo di cui fa parte. Marta ci ha spiegato, fra le altre cose, in che modo ognuno di noi possa diventare un traduttore volontario e dare il proprio contributo iniziando a “donare” parole.

Come nasce Translators without Borders in Italia?
«Translators without Borders – TWB – è un’organizzazione no-profit registrata negli Stati Uniti che nasce con l’obiettivo di ridefinire l’importanza della lingua e della traduzione nel contesto umanitario, che spesso è sottovalutata. Ha uffici in Kenya e in Irlanda, quest’ultimo nato in seguito alla fusione con l’organizzazione The Rosetta Foundation. Non ha una sede in Italia».

Quanto è importante la formazione di nuovi traduttori in Paesi dove questi scarseggiano?
«Formare traduttori e interpreti in Paesi dove l’industria della traduzione non è molto sviluppata ha rappresentato da sempre uno dei nostri obiettivi. Sia per introdurre una nuova professione in un contesto dove spesso mancano opportunità lavorative, sia per sensibilizzare riguardo all’importanza della lingua e della traduzione nella lingua corretta, cioè nella lingua capita dalle persone che ne hanno bisogno».

In che cosa consiste il progetto PSEA x100?
«TWB ha lanciato nel 2018 un progetto in collaborazione con IASC – UN’s Inter-Agency Standing Committee per sviluppare una versione semplificata dei principi che, nei contesti umanitari, aiutano a prevenire lo sfruttamento e l’abuso sessuale – PSEA – . Il tema è molto sensibile, specie se si considera la varietà di contesti linguistici e culturali che fanno parte del mondo umanitario. Translators without Borders ha cominciato a tradurre i messaggi e a distribuirli alle comunità di tutto il mondo, raggiungendo a novembre 2019 la quota di 100 lingue. Tutte le traduzioni sono disponibili sul sito di TWB e chiunque sia interessato è invitato a leggere di più su questo esaltante traguardo sul blog Translators without Borders».

In che modo vengono selezionati i traduttori volontari da mandare all’estero e come sono utili alla causa di Translators without Borders?
«I nostri traduttori volontari lavorano solo da remoto, non viene richiesta la loro presenza sul campo. A volte formiamo persone locali per diventare traduttori».

Come può un aspirante traduttore arricchire il proprio bagaglio di esperienza, per poi un giorno svolgere questo lavoro?
«Lavorare con TWB dà accesso a una varietà di progetti, testi e organizzazioni partner che sono utilissimi per arricchire il proprio curriculum vitae, fare esperienza e contatti, ricevere certificati e lettere di referenze, imparare a usare CAT tool e ricevere feedback da altri colleghi e membri dello staff. Si tratta di una vera e propria esperienza lavorativa, che viene gestita in un ambiente professionale ma meno formale e che rappresenta un valido trampolino di lancio per tutti coloro che stanno muovendo i primi passi nel mondo della traduzione».

Come far parte di Translators without Borders

Ci auguriamo che questa intervista sia utile per sensibilizzare tutte quelle persone, in particolare i professionisti nostri colleghi, che non sono al corrente delle tante difficoltà che Paesi più poveri e poco considerati si trovano ad affrontare e che possono talvolta dare per scontati quelli che in realtà sono vantaggi di cui altri non godono. Ringraziamo Marta per la sua disponibilità e auguriamo a tutto il team di Translators without Borders di continuare a svolgere la sua azione positiva ancora per molto tempo.

Chi volesse saperne di più o fosse interessato a formarsi può seguire il corso introduttivo online Introduction to Humanitarian Translation, offerto da TWB e della durata di 2 ore.

 

Cosa ne pensi di questo argomento e in particolare di questa iniziativa? Puoi scrivere il tuo commento in questo post o sulla pagina Facebook di TradInFo o e, se ritieni che questo articolo sia stato utile o possa essere oggetto di un dibattito, ricorda di condividerlo sui social network.

 

Foto
Si ringrazia TWB per la concessione all’uso delle immagini relative all’evento LocWorld Portugal 2019.

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