Tu sei ciò che vali

19 Apr Tu sei ciò che vali

Di ritorno (virtuale) dalla BP16 conf, business+practice for freelance translators, che si è svolta a Praga il 15 e 16 aprile 2016, abbiamo raccolto alcune riflessioni su cui vorremmo confrontarci con voi.

Partiamo con uno degli argomenti più richiesti e spinosi allo stesso tempo: la percezione del valore.
Essa è legata al prezzo in modo diretto e quindi alla tariffa che interpreti e traduttori applicano offrendo le proprie competenze.

Si è discusso di come traduttori e interpreti dovrebbero applicare una politica tariffaria basata su quanto il cliente guadagnerà da quel testo/servizio e su quale sia il valore che stiamo realizzando per lui.
Questa frase sembra ovvia ma cambia del tutto il paradigma utilizzato di norma per definire le proprie tariffe: non più basato sul mercato, sulle tariffe dei colleghi o sul minimo di sopravvivenza, ma sulla percezione di valore che il nostro lavoro ha agli occhi di chi lo richiede. Non significa speculare, ma essere consapevoli di quanto peso abbiano le nostre competenze, la nostra formazione, la nostra capacità di saper risolvere un problema o di aprire la strada a nuove opportunità di guadagno per i nostri clienti.

Fermo restando che la traduzione o l’interpretariato devono rispondere a determinati criteri per poter “meritare” una tariffa elevata, ragionare in termini di valore per l’acquirente ci permette di porre l’accento su tre attività fondamentali, che vanno di pari passo con la nostra professione.
Se vogliamo che il nostro lavoro sia adeguatamente retribuito, dobbiamo offrire la qualità o meglio l’eccellenza.
E questo presuppone investire tempo e risorse su:

  • formazione di qualità e specialistica
  • creazione di una rete di contatti con addetti ai lavori e altri colleghi con pari qualifiche (o superiori)
  • attività di promozione di se stessi/dei propri servizi

Il nostro posizionamento sul mercato (e di conseguenza anche le nostre tariffe) dipende da quanto tempo ed energia abbiamo dedicato a questi tre fattori. Più saremo consapevoli della qualità che offriamo, più sarà legittimo dare risalto ai vantaggi che avrà il cliente nel lavorare con noi.

E a proposito del sapersi gestire, Marek Buchtel alla BP16 conf ci ha fatto riflettere su come impieghiamo il nostro tempo.
Sapendo che un lavoro “migliore” potrebbe arrivare da un momento all’altro, quanto senso ha occupare il 100% della nostra capacità con lavori che non ci rendono altrettanto “felici”? Se un’occasione imperdibile si presentasse proprio quando siamo al completo? Si può sempre tentare di rinegoziare una nuova scadenza o di fare outsourcing, facendo leva su quella rete di colleghi fidati che abbiamo costruito investendo tempo ed energie sul networking.

Il tempo è certo una delle nostre risorse più preziose: per quanto sia il bene più democratico, a noi spetta l’intelligenza e la lungimiranza di impiegarlo per trarne il maggior vantaggio.

Nei prossimi post parleremo di come il fare rete può aumentare il proprio peso di professionisti e di come determinare qual è il valore percepito dai clienti.

E voi, come scoprite il valore generato dai servizi che offrite?

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